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“Ogni fabula è un gioco”: Fata in Fabula entra magicamente nel 2019!

Ogni nuovo anno porta con sé una ventata di novità, buoni propositi, voglia di rinnovamento. Non sono stata risparmiata, in effetti ho impiegato buona parte delle vacanze natalizie per sviluppare nuove idee fabulose! Credo di aver trovato una formula perfetta per permettere a tutti coloro che seguono Fata in Fabula di divertirsi con le fiabe in modo semplice e divertente. Non sarà un impegno fisso, l’ennesima voce da aggiungere a una giornata sovraccarica, anzi rimarrà un gioco, un attimo di respiro che potrete scegliere di concedervi accompagnato da un buon caffé (o the, se preferite).

Fata in Fabula si propone di tenervi compagnia ogni mese con una fiaba!

Avete voglia di saperne di più? Guardate il video qui sotto! 😉

Buona visione!

 

Servirebbe una bacchetta magica…

Quante volte hai esclamato, di fronte ad un problema, “servirebbe una bacchetta magica”?

Nella maggior parte delle fiabe classiche l’eroe si serve di un oggetto magico per superare una difficoltà oppure per sconfiggere il cattivo di turno. E a chi non piacerebbe avvalersi di un aiuto di questo tipo?

Con i bambini può diventare divertente giocare con gli oggetti magici delle fiabe. Vediamo come!

Indovina la fiaba
Chiedi al bambino di indovinare quale mezzo magico usa l’eroe in una fiaba particolare, ad esempio “che cosa usa il soldato per chiamare i tre cani magici?” (dalla fiaba di Andersen, “L’acciarino magico”: il soldato usa, appunto, un acciarino).

Puoi anche invertire l’indovinello e domandare in quale fiaba si trova un particolare oggetto magico, per esempio “in quale storia viene adoperato uno specchio magico in grado di parlare?” (naturalmente in “Biancaneve e i sette nani” dei Fratelli Grimm).

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Il Portale Magico

porta_magica

Ascoltare le fiabe è sempre bellissimo, ma lo è altrettanto giocare con esse, entrare e uscire da un mondo fiabesco all’altro. Il gioco che vorrei proporti prevede proprio questo: il passaggio dalla dimensione reale a quella fantastica. I bambini di solito si divertono molto quando lo propongo, ma non dubito che anche gli adulti lo troverebbero piacevole. 😉

Quello che occorre è un cerchio, di quelli che si usano come hula hop, per intenderci. I bambini camminano all’interno dello spazio (una camera, il giardino, l’importante è che ci si possa muovere). A un certo punto li inviti uno alla volta a passare attraverso il cerchio, dicendo loro che nel momento in cui lo faranno si trasformeranno in… nanetti? Cigni? Hansel e Gretel? Non c’è alcun limite, puoi riallacciarti a una fiaba raccontata da poco o che conoscono molto bene. A me è capitato di fare questo gioco dopo aver raccontato ai miei allievi di scuola dell’infanzia “I sette corvi”: li ho fatti passare attraverso il portale e li ho trasformati in corvi, che si sono messi a svolazzare allegramente per la foresta finché è arrivata la sorellina a liberarli dall’incantesimo e tramutarli nuovamente in ragazzini.

In alternativa puoi far sì che il cerchio diventi l’accesso a un mondo fatato, perciò una volta attraversatolo i bambini si ritroveranno a passeggiare in una foresta magica, o in una grotta ricca di minerali colorati, o ancora per le sale di un castello incantato. Insomma, non esistono limiti alla fantasia!

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L’inventafavole

Sono solita ripetere quanto sia bello giocare con le fiabe, ma forse ti sei chiesto che cosa significhi. Risponderò a questa domanda suggerendoti un gioco, “L’inventafavole“.

inventafavole

Questo simpatico gioco di carte è stato ideato da Claudio Pallottini e illustrato da Mauro De Luca. Prodotto da Il Barbagianni Editore, lo puoi trovare in alcuni negozi che vendono giochi didattici, in libreria o anche su Amazon.

In un libretto di accompagnamento al mazzo di carte Claudio Pallottini spiega com’è nato questo gioco, e lo fa narrando una breve, toccante fiaba sulla sua infanzia. L’autore spiega che nessuno gli ha mai raccontato una fiaba fino ai quattro anni, questo perché la sua mamma era muta e il suo papà non si sentiva in grado di farlo. La mamma allora aveva cercato un modo per esaudire il desiderio del suo bambino, e la soluzione era stata proprio un gioco: aveva disegnato delle carte con illustrazioni fiabesche che potessero essere di ispirazione e incoraggiamento per il marito e gliele aveva regalate, aggiungendo un biglietto con scritto “ora non avrai più scuse”. E così il piccolo Claudio poté ascoltare le fiabe che il papà inventava un pezzetto per volta, voltando le carte realizzate dalla moglie.

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