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L’equinozio d’autunno: festa della gratitudine

Siamo a un nuovo cambio di stagione, e io ne sono particolarmente contenta perché l’autunno è la mia preferita! Per i suoi colori, per i suoi frutti, per le serate davanti al caminetto con un bel libro e una tazza fumante. Perché è un momento di raccoglimento, di introspezione, ma anche di calma e ritrovata serenità, con i ritmi che rallentano in vista dei rigori invernali.

Mi piace seguire il ritmo delle stagioni facendo riferimento alla Ruota dell’Anno di origine celtica; ne hai mai sentito parlare? Rappresenta il ciclo naturale delle stagioni, scandito da otto sabbat, o festival, che rappresentano momenti importanti e che talvolta coincidono con gli equinozi o i solstizi. Per farti un esempio, Samhain (per lo più conosciuto oggi come Halloween) è uno di essi, e si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre.

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Le fate ci insegnano la gentilezza

Non so tu, ma io sono affascinata dalle fate! Compaiono in fiabe e leggende, e lo fanno in modi incredibilmente diversi tra loro: a volte appaiono dolci e gentili, madrine premurose pronte a intervenire per lenire le pene di figliocce e figliocci, come in Cenerentola, altre volte sono tremende e vendicative, pronte a rivalersi su bimbi innocenti per i torti subiti, com’è il caso de La bella addormentata. Nel folklore irlandese, le fate sono rappresentate spesso come pericolose e capricciose, pronte a sostituire i neonati umani con i propri. Un universo estremamente variegato dunque, molto affascinante in tutte le sue sfaccettature.

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Come Cenerentola… basta una fata madrina!

Uno dei momenti più emozionanti della fiaba di Cenerentola è senza dubbio quello in cui la Fata Madrina compie i suoi prodigi con la bacchetta magica: la zucca diventa un occhio, sei topolini altrettanti cavalli bianchi, due lucertole cocchiere e lacché. E infine, Cenerentola si ritrova con indosso uno splendido abito e ai piedi due deliziose scarpette di cristallo! Soprassediamo sulla presunta comodità delle calzature, resta il fatto che si tratta di un’immagine destinata a popolare i sogni di numerose ragazze e perché no, anche dei ragazzi!

L’aspetto più affascinante di questa trasformazione consiste nella possibilità di diventare qualcosa di diverso, di più affascinante, e solo grazie a vesti nuove e alla giusta combinazione di trucco e parrucco. Sì, perché Cenerentola non cambia nell’aspetto, resta sempre lei, solo in versione migliorata. In effetti, se ci pensi bene, si dice spesso che l’abito giusto e la cura della persona riescano a rendere tutti più belli, e ritengo sia assolutamente vero. Non si stravolge la proprio personalità né si diventa altro, no: si resta fedeli a ciò che si è, ma si migliora. E migliorare è sempre una buona cosa, secondo me.

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Mr. Toad, il mio simpatico vicino di casa

Signore e signori, questo è Mr. Toad:

Mr. Toad è venuto a vivere nel canale prosciugato accanto al mio giardino. L’ho intravisto per caso una sera, mentre portavo a spasso il mio cagnone Axel, e ne sono stata da subito deliziata! Dopo quel primo incontro ce ne sono stati altri, sempre sul tardi: una volta era sulla stradina sassosa davanti a casa mia, e gli ho indicato cortesemente la via per rientrare nel canale, un’altra saltellava beato tra i sassi nel suo fossato, tentando la scalata di una ripida parete. Che tipo!

Ho subito pensato che un vicino come Mr. Toad può tornare molto utile. Sono settimane che combatto contro le lumache che attaccano sistematicamente le mie piante, sono riuscite a rodere fino alla radice il mio basilico per due volte, e hanno appena iniziato a rosicchiare voraci i fiori di zucca! Credo che le fate del mio giardino abbiano ascoltato la mia richiesta d’aiuto, perché in effetti hanno mandato Mr. Toad a vivere proprio nei pressi. A volte basta chiedere! 😉

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La Borsetta delle Meraviglie

Nelle loro scorribande per boschi, giardini e parchi i bambini raccolgono molti piccoli tesori: sassolini, legnetti, foglioline e quant’altro. Quante mamme si ritrovano la borsa piena di questi ricordini? Sei tra loro? Benvenuta nel club! 😀

Confesso che l’abitudine di raccogliere tesori nel bosco non mi ha abbandonata ancora adesso! Quando porto a spasso il mio cagnone Axel mi guardo intorno, soprattutto quando passeggiamo nei boschi, e spesso trovo piccole cose che raccolgo e porto via con me. E questa è la mia Borsetta delle Meraviglie, dove raccolgo i miei tesori:

La mia Borsetta delle Meraviglie
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Ranocchi, bestie e colombe: la metamorfosi nelle fiabe

Se ci penso bene, le mie fiabe preferite sono quelle in cui un personaggio, protagonista o no, subisce un sortilegio che lo trasforma in animale. Credo che ad affascinarmi sia il processo che porta allo scioglimento del maleficio: non di rado ci sono prove da superare, altrimenti bisogna che l’eroe o l’eroina della storia compiano una particolare azione o riescano a provare un sentimento sincero verso la vittima della metamorfosi. E quando alla fine l’incantesimo si spezza, provo una sorta di sollievo misto a soddisfazione: sì, lo sapevo che sarebbe finita così, ma è bello lo stesso! È questo il fascino senza tempo delle fiabe: ti avvincono e ti trascinano in un turbine di emozioni, per poi regalarti tutto il sollievo del lieto fine (quando c’è, in genere quasi sempre).

In questo articolo mi piacerebbe presentarti alcune delle mie fiabe di metamorfosi preferite, divise in due grandi categorie: quelle in cui il sortilegio si spezza grazie all’amore e quelle in cui, invece, risulta necessario il superamento di una prova. Sono racconti che ho sempre amato molto e che ho proprio voglia di condividere con te!

Scorrendo l’articolo, troverai i testi di alcune di queste fiabe da scaricare: spero che ti divertirai a leggerli e/o a proporli ai tuoi bambini. 😉 Alla fine ti proporrò anche un piccolo suggerimento per una simpatica attività da svolgere con i più piccoli: la creatura misteriosa!

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Quando il lupo non è così cattivo: tre storie fuori dalle righe

Per secoli, il lupo nelle fiabe ha goduto di una fama crudele e feroce. Divoratore di bambini, capretti e creature indifese, ha incarnato la malvagità di un essere pericoloso, che si nasconde nelle ombre del bosco.

In tempi più recenti, però, la figura del lupo ha conosciuto una sorta di rivalutazione positiva: ha iniziato ad assumere tratti più simpatici, trovandosi a volte vittima inconsapevole di quella nomea di bestia malvagia che lo ha accompagnato per centinaia di anni.

Non è inusuale trovare in libreria racconti in cui il lupo è tutt’altro che feroce e cattivo, io stessa durante le mie scorribande a caccia di “chicche” ne ho trovati alcuni che mi sono piaciuti particolarmente. Di seguito ve ne consiglio tre, che trovo molto ben fatti e di gradevole lettura, e non solo a beneficio dei più piccoli.

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Cigno, appiccica!

Immagine di azazelok

Una delle fiabe classiche più divertenti è certo Cigno, appiccica!, di Ludwig Bechstein. Ho sentito questa storia per la prima volta grazie alle famose Fiabe Sonore a cura di Fabbri Editore: te le ricordi? Trovavo fantastiche le interpretazioni del narratore, il bravissimo Silverio Pisu.

Qui sotto puoi scaricare il testo della fiaba in pdf:

Ai bambini piace molto questa fiaba, per due buoni motivi: vediamo quali!

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Il bosco delle fiabe

Il bosco è teatro di numerose fiabe, sin dalle loro prime versioni, quelle narrate attorno al fuoco. Nel bosco ci si perde, ci si addentra per compiere una missione, lo si attraversa per raggiungere una mèta, ci si ritrova per caso. Le combinazioni sono moltissime! Ma qual è il suo significato all’interno di una fiaba?

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“Lupetto Rosso”, Amélie Fléchais

Titolo: Lupetto Rosso
Autore e illustratore: Amelie Fléchais
Editore: Tunué
Collana: Mirari
Genere: albo illustrato
Formato: copertina rigida
ISBN: 978-8867901562
Anno: 2015
Pagine: 80
Prezzo: 14,90 €
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Amo i racconti creati a partire dalle fiabe classiche, a patto che gli autori riescano a rendere speciale la loro storia mantenendo riconoscibile ma non preponderante la traccia originale. Perciò, quando mi sono imbattuta in “Lupetto Rosso” non ho avuto dubbi: un piccolo capolavoro!

La trama è liberamente tratta dalla fiaba “Cappuccetto Rosso” di Perrault, solo che a indossare il mantello rosso non è una bimba, bensì un simpatico lupacchiotto un po’ pasticcione che finisce per trasgredire a tutte le regole date dalla mamma e si perde nel bosco. Qui incontra… una ragazzina bionda, un po’ strana in verità, ma abile nel guadagnare la fiducia dell’ingenuo lupetto, che si lascia condurre a casa sua. Il resto ve lo lascio scoprire! 😉

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