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Samhain: la magia del capodanno celtico

Si avvicina una delle mie celebrazioni preferite legate alla Ruota dell’Anno: Samhain, che cade il 31 ottobre. Si tratta di un festival molto antico, che per la cultura celtica rappresentava il capodanno, ovvero la fine di un ciclo e l’inizio di quello nuovo. È un momento molto introspettivo, ideale per racchiudersi in se stessi e riflettere su quanto accaduto nel corso dell’anno passato, per lasciarselo alle spalle e cominciare quello nuovo. È un po’ il completamento di quel lavoro di bilancio cominciato con l’equinozio d’autunno, ovvero Mabon (di cui ti ho parlato in questo articolo). Samhain è dunque una fine, ma anche un nuovo inizio: dalla morte nasce la nuova vita, da un ciclo si passa a quello successivo. E così via.

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Gli gnomi

Da bambina adoravo guardare la serie animata “David gnomo amico mio”: ne ero affascinata! Mio padre mi dava corda, poiché di fatto, quando passeggiavamo in un bosco o in riva al laghetto dove era solito portare mia sorella e me, mi indicava i buchi ai piedi degli alberi, dicendomi che lì c’erano le loro case. Era un gioco appassionante!

Gli gnomi di Huygen e Poortvliet

Wil Huygen e Rien Poortvliet hanno pubblicato nel 1976 il famoso libro “Gnomi”, che ancora oggi è possibile acquistare. In esso, i due autori descrivono la vita segreta degli gnomi, con l’intento di dimostrare la loro esistenza. Davvero un bellissimo volume, dalle splendide illustrazioni!

Quest’opera ha certamente ispirato la serie animata spagnola di cui ti parlavo prima, e dalla quale è stata tratta una serie di libretti dal titolo “Il libro segreto degli gnomi”: erano venticinque volumetti di piccolo formato, disponibili in edicola a cadenza settimanale, se non ricordo male. Sono ancora a casa dei miei genitori, li adoravo!

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Trasformarsi e trasformare la realtà: il gatto con gli stivali

Immagine di DarkmoonArt_de

Ho sempre trovato molto arguta la fiaba Il gatto con gli stivali di Perrault: il genio del gatto è insuperabile! Qualcuno potrebbe obiettare che non adotta un comportamento corretto, perché dopotutto mente allo scopo di ottenere privilegi per il suo padrone; da parte mia, preferisco considerare la sua capacità di prendere ciò che il presente gli offre, elaborarlo e ricavarne buoni risultati. Qui sta il messaggio positivo: anche se parti svantaggiato, se la sorte ti sembra avversa e se non possiedi nulla, guardati attorno e non disperare, perché l’universo potrebbe servirti la soluzione, a patto che tu sia pronto a coglierla. Un invito a rimboccarsi le maniche, dunque, ma anche a non abbandonarsi allo sconforto e ad avere fede.

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L’equinozio d’autunno: festa della gratitudine

Siamo a un nuovo cambio di stagione, e io ne sono particolarmente contenta perché l’autunno è la mia preferita! Per i suoi colori, per i suoi frutti, per le serate davanti al caminetto con un bel libro e una tazza fumante. Perché è un momento di raccoglimento, di introspezione, ma anche di calma e ritrovata serenità, con i ritmi che rallentano in vista dei rigori invernali.

Mi piace seguire il ritmo delle stagioni facendo riferimento alla Ruota dell’Anno di origine celtica; ne hai mai sentito parlare? Rappresenta il ciclo naturale delle stagioni, scandito da otto sabbat, o festival, che rappresentano momenti importanti e che talvolta coincidono con gli equinozi o i solstizi. Per farti un esempio, Samhain (per lo più conosciuto oggi come Halloween) è uno di essi, e si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre.

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Le fate ci insegnano la gentilezza

Non so tu, ma io sono affascinata dalle fate! Compaiono in fiabe e leggende, e lo fanno in modi incredibilmente diversi tra loro: a volte appaiono dolci e gentili, madrine premurose pronte a intervenire per lenire le pene di figliocce e figliocci, come in Cenerentola, altre volte sono tremende e vendicative, pronte a rivalersi su bimbi innocenti per i torti subiti, com’è il caso de La bella addormentata. Nel folklore irlandese, le fate sono rappresentate spesso come pericolose e capricciose, pronte a sostituire i neonati umani con i propri. Un universo estremamente variegato dunque, molto affascinante in tutte le sue sfaccettature.

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Come Cenerentola… basta una fata madrina!

Uno dei momenti più emozionanti della fiaba di Cenerentola è senza dubbio quello in cui la Fata Madrina compie i suoi prodigi con la bacchetta magica: la zucca diventa un occhio, sei topolini altrettanti cavalli bianchi, due lucertole cocchiere e lacché. E infine, Cenerentola si ritrova con indosso uno splendido abito e ai piedi due deliziose scarpette di cristallo! Soprassediamo sulla presunta comodità delle calzature, resta il fatto che si tratta di un’immagine destinata a popolare i sogni di numerose ragazze e perché no, anche dei ragazzi!

L’aspetto più affascinante di questa trasformazione consiste nella possibilità di diventare qualcosa di diverso, di più affascinante, e solo grazie a vesti nuove e alla giusta combinazione di trucco e parrucco. Sì, perché Cenerentola non cambia nell’aspetto, resta sempre lei, solo in versione migliorata. In effetti, se ci pensi bene, si dice spesso che l’abito giusto e la cura della persona riescano a rendere tutti più belli, e ritengo sia assolutamente vero. Non si stravolge la proprio personalità né si diventa altro, no: si resta fedeli a ciò che si è, ma si migliora. E migliorare è sempre una buona cosa, secondo me.

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Mr. Toad, il mio simpatico vicino di casa

Signore e signori, questo è Mr. Toad:

Mr. Toad è venuto a vivere nel canale prosciugato accanto al mio giardino. L’ho intravisto per caso una sera, mentre portavo a spasso il mio cagnone Axel, e ne sono stata da subito deliziata! Dopo quel primo incontro ce ne sono stati altri, sempre sul tardi: una volta era sulla stradina sassosa davanti a casa mia, e gli ho indicato cortesemente la via per rientrare nel canale, un’altra saltellava beato tra i sassi nel suo fossato, tentando la scalata di una ripida parete. Che tipo!

Ho subito pensato che un vicino come Mr. Toad può tornare molto utile. Sono settimane che combatto contro le lumache che attaccano sistematicamente le mie piante, sono riuscite a rodere fino alla radice il mio basilico per due volte, e hanno appena iniziato a rosicchiare voraci i fiori di zucca! Credo che le fate del mio giardino abbiano ascoltato la mia richiesta d’aiuto, perché in effetti hanno mandato Mr. Toad a vivere proprio nei pressi. A volte basta chiedere! 😉

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La Borsetta delle Meraviglie

Nelle loro scorribande per boschi, giardini e parchi i bambini raccolgono molti piccoli tesori: sassolini, legnetti, foglioline e quant’altro. Quante mamme si ritrovano la borsa piena di questi ricordini? Sei tra loro? Benvenuta nel club! 😀

Confesso che l’abitudine di raccogliere tesori nel bosco non mi ha abbandonata ancora adesso! Quando porto a spasso il mio cagnone Axel mi guardo intorno, soprattutto quando passeggiamo nei boschi, e spesso trovo piccole cose che raccolgo e porto via con me. E questa è la mia Borsetta delle Meraviglie, dove raccolgo i miei tesori:

La mia Borsetta delle Meraviglie
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Ranocchi, bestie e colombe: la metamorfosi nelle fiabe

Se ci penso bene, le mie fiabe preferite sono quelle in cui un personaggio, protagonista o no, subisce un sortilegio che lo trasforma in animale. Credo che ad affascinarmi sia il processo che porta allo scioglimento del maleficio: non di rado ci sono prove da superare, altrimenti bisogna che l’eroe o l’eroina della storia compiano una particolare azione o riescano a provare un sentimento sincero verso la vittima della metamorfosi. E quando alla fine l’incantesimo si spezza, provo una sorta di sollievo misto a soddisfazione: sì, lo sapevo che sarebbe finita così, ma è bello lo stesso! È questo il fascino senza tempo delle fiabe: ti avvincono e ti trascinano in un turbine di emozioni, per poi regalarti tutto il sollievo del lieto fine (quando c’è, in genere quasi sempre).

In questo articolo mi piacerebbe presentarti alcune delle mie fiabe di metamorfosi preferite, divise in due grandi categorie: quelle in cui il sortilegio si spezza grazie all’amore e quelle in cui, invece, risulta necessario il superamento di una prova. Sono racconti che ho sempre amato molto e che ho proprio voglia di condividere con te!

Scorrendo l’articolo, troverai i testi di alcune di queste fiabe da scaricare: spero che ti divertirai a leggerli e/o a proporli ai tuoi bambini. 😉 Alla fine ti proporrò anche un piccolo suggerimento per una simpatica attività da svolgere con i più piccoli: la creatura misteriosa!

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Quando il lupo non è così cattivo: tre storie fuori dalle righe

Per secoli, il lupo nelle fiabe ha goduto di una fama crudele e feroce. Divoratore di bambini, capretti e creature indifese, ha incarnato la malvagità di un essere pericoloso, che si nasconde nelle ombre del bosco.

In tempi più recenti, però, la figura del lupo ha conosciuto una sorta di rivalutazione positiva: ha iniziato ad assumere tratti più simpatici, trovandosi a volte vittima inconsapevole di quella nomea di bestia malvagia che lo ha accompagnato per centinaia di anni.

Non è inusuale trovare in libreria racconti in cui il lupo è tutt’altro che feroce e cattivo, io stessa durante le mie scorribande a caccia di “chicche” ne ho trovati alcuni che mi sono piaciuti particolarmente. Di seguito ve ne consiglio tre, che trovo molto ben fatti e di gradevole lettura, e non solo a beneficio dei più piccoli.

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