Category Archives: Fata in Fabula: la magia delle fiabe

“Non allontanarti dal sentiero”: i divieti… fiabeschi

Nelle fiabe non è raro imbattersi in un divieto: “non fare questa cosa o saranno guai”. Questa la formula ricorrente.
Ti è mai capitato da bambin* di ricevere un divieto di questo tipo? Lo hai rispettato? E soprattutto, hai mai posto divieti?

Vorrei mostrarti come funzionano i divieti nelle fiabe ricorrendo a tre racconti , due dei quali piuttosto famosi: Cappuccetto Rosso, Barbablu e L’uccello d’oro. In seguito, mi piacerebbe suggerirti un paio di modi per gestire i divieti in modo più “leggero”, cosicché i tuoi bimbi possano viverli in modo sereno e partecipativo.

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Bambini “diversi”: i changeling, ovvero gli scambi delle fate

Hai mai sentito parlare di changeling? Magari ti è capitato di leggere una storia in cui si parla di fate che scambiano i propri neonati con quelli umani. Ebbene, sono molte le fiabe, perlopiù di matrice nord europea, che trattano questa tematica così delicata. Soprattutto in Scozia e in Irlanda, la questione dei “bambini delle fate” è sempre stata molto sentita, dando vita a racconti e leggende molto toccanti.

Ma che cosa significa “changeling”? Per spiegarlo sarà meglio fare un passo indietro…

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Gli gnomi

Da bambina adoravo guardare la serie animata “David gnomo amico mio”: ne ero affascinata! Mio padre mi dava corda, poiché di fatto, quando passeggiavamo in un bosco o in riva al laghetto dove era solito portare mia sorella e me, mi indicava i buchi ai piedi degli alberi, dicendomi che lì c’erano le loro case. Era un gioco appassionante!

Gli gnomi di Huygen e Poortvliet

Wil Huygen e Rien Poortvliet hanno pubblicato nel 1976 il famoso libro “Gnomi”, che ancora oggi è possibile acquistare. In esso, i due autori descrivono la vita segreta degli gnomi, con l’intento di dimostrare la loro esistenza. Davvero un bellissimo volume, dalle splendide illustrazioni!

Quest’opera ha certamente ispirato la serie animata spagnola di cui ti parlavo prima, e dalla quale è stata tratta una serie di libretti dal titolo “Il libro segreto degli gnomi”: erano venticinque volumetti di piccolo formato, disponibili in edicola a cadenza settimanale, se non ricordo male. Sono ancora a casa dei miei genitori, li adoravo!

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Come Cenerentola… basta una fata madrina!

Uno dei momenti più emozionanti della fiaba di Cenerentola è senza dubbio quello in cui la Fata Madrina compie i suoi prodigi con la bacchetta magica: la zucca diventa un occhio, sei topolini altrettanti cavalli bianchi, due lucertole cocchiere e lacché. E infine, Cenerentola si ritrova con indosso uno splendido abito e ai piedi due deliziose scarpette di cristallo! Soprassediamo sulla presunta comodità delle calzature, resta il fatto che si tratta di un’immagine destinata a popolare i sogni di numerose ragazze e perché no, anche dei ragazzi!

L’aspetto più affascinante di questa trasformazione consiste nella possibilità di diventare qualcosa di diverso, di più affascinante, e solo grazie a vesti nuove e alla giusta combinazione di trucco e parrucco. Sì, perché Cenerentola non cambia nell’aspetto, resta sempre lei, solo in versione migliorata. In effetti, se ci pensi bene, si dice spesso che l’abito giusto e la cura della persona riescano a rendere tutti più belli, e ritengo sia assolutamente vero. Non si stravolge la proprio personalità né si diventa altro, no: si resta fedeli a ciò che si è, ma si migliora. E migliorare è sempre una buona cosa, secondo me.

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Mr. Toad, il mio simpatico vicino di casa

Signore e signori, questo è Mr. Toad:

Mr. Toad è venuto a vivere nel canale prosciugato accanto al mio giardino. L’ho intravisto per caso una sera, mentre portavo a spasso il mio cagnone Axel, e ne sono stata da subito deliziata! Dopo quel primo incontro ce ne sono stati altri, sempre sul tardi: una volta era sulla stradina sassosa davanti a casa mia, e gli ho indicato cortesemente la via per rientrare nel canale, un’altra saltellava beato tra i sassi nel suo fossato, tentando la scalata di una ripida parete. Che tipo!

Ho subito pensato che un vicino come Mr. Toad può tornare molto utile. Sono settimane che combatto contro le lumache che attaccano sistematicamente le mie piante, sono riuscite a rodere fino alla radice il mio basilico per due volte, e hanno appena iniziato a rosicchiare voraci i fiori di zucca! Credo che le fate del mio giardino abbiano ascoltato la mia richiesta d’aiuto, perché in effetti hanno mandato Mr. Toad a vivere proprio nei pressi. A volte basta chiedere! 😉

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Il bosco delle fiabe

Il bosco è teatro di numerose fiabe, sin dalle loro prime versioni, quelle narrate attorno al fuoco. Nel bosco ci si perde, ci si addentra per compiere una missione, lo si attraversa per raggiungere una mèta, ci si ritrova per caso. Le combinazioni sono moltissime! Ma qual è il suo significato all’interno di una fiaba?

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Il cammino dell’eroe*

C’è un motivo per il quale grandi e piccoli amano le fiabe: perché s’immedesimano nei panni dell’eroe! Affrontano l’avventura insieme a lui, superano le sue prove, temono per la riuscita dell’impresa e alla fine possono gioire soddisfatti. È meravigliosa la sensazione di serena compiutezza che ci pervade una volta giunti al tanto sospirato “… e vissero felici e contenti”.

Gli eroi delle fiabe incarnano tutte le qualità migliori, ci hai mai fatto caso? Sono generalmente belli, buoni, coraggiosi e generosi. Allo stesso modo, gli antagonisti sono cattivi e basta; a nessuno interessa conoscere le vicissitudini psicologiche della perfida regina di Biancaneve, a nessuno verrà mai in mente di mettere in dubbio la ferocia dell’Orco di Pollicino. Insomma, non ci sono mezze misure. Questo perché per il bambino sarebbe troppo difficile cogliere le sfumature psicologiche dei personaggi delle sue storie preferite. Inoltre, se vogliamo soffermarci sulla valenza educativa delle fiabe, è bene presentargli dei modelli ben definiti, cosicché possa imparare a conoscere  il Bene e il Male. Insomma, i personaggi delle fiabe sono sempre tutti di un colore: bianchi o neri. Non esistono le sfumature grigie.

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Fiabe crudeli, domande e risposte

cappuccetto_rosso_fiabe_immortaliCapita spesso che mi vengano rivolte domande sull’uso delle fiabe classiche o su come vengono recepite dai bambini. I quesiti più gettonati riguardano la crudeltà: è lecito raccontare storie di bambini abbandonati nel bosco dai genitori o di bambine che per aver disobbedito finiscono divorate dal lupo cattivo?

Vediamo insieme alcuni tra i quesiti più comuni.

Le fiabe a volte sono crudeli, è giusto raccontarle?
I bambini non sono fatti solo di zucchero e confetti, come recitava una vecchia filastrocca. Hanno bisogno di amore, di coccole e di tante cose belle, ma possiedono anche una certa propensione più o meno spiccata per ciò che è crudele o persino horror.

Avete mai osservato i bambini mentre giocano? Non si tratta sempre e solo di scenette idilliache rappresentanti famigliole felici, spesso le situazioni create sono farcite di elementi fortemente oscuri: rapimenti, lutti, battaglie, omicidi, mostri e chi più ne ha più ne metta.

I bambini hanno bisogno di soddisfare il loro piccolo bisogno di crudeltà, per questo raccontiamo loro anche le fiabe più cruente.

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