Category Archives: Fata in Fabula: la magia delle fiabe

Le fate ci insegnano la gentilezza

Non so tu, ma io sono affascinata dalle fate! Compaiono in fiabe e leggende, e lo fanno in modi incredibilmente diversi tra loro: a volte appaiono dolci e gentili, madrine premurose pronte a intervenire per lenire le pene di figliocce e figliocci, come in Cenerentola, altre volte sono tremende e vendicative, pronte a rivalersi su bimbi innocenti per i torti subiti, com’è il caso de La bella addormentata. Nel folklore irlandese, le fate sono rappresentate spesso come pericolose e capricciose, pronte a sostituire i neonati umani con i propri. Un universo estremamente variegato dunque, molto affascinante in tutte le sue sfaccettature.

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Come Cenerentola… basta una fata madrina!

Uno dei momenti più emozionanti della fiaba di Cenerentola è senza dubbio quello in cui la Fata Madrina compie i suoi prodigi con la bacchetta magica: la zucca diventa un occhio, sei topolini altrettanti cavalli bianchi, due lucertole cocchiere e lacché. E infine, Cenerentola si ritrova con indosso uno splendido abito e ai piedi due deliziose scarpette di cristallo! Soprassediamo sulla presunta comodità delle calzature, resta il fatto che si tratta di un’immagine destinata a popolare i sogni di numerose ragazze e perché no, anche dei ragazzi!

L’aspetto più affascinante di questa trasformazione consiste nella possibilità di diventare qualcosa di diverso, di più affascinante, e solo grazie a vesti nuove e alla giusta combinazione di trucco e parrucco. Sì, perché Cenerentola non cambia nell’aspetto, resta sempre lei, solo in versione migliorata. In effetti, se ci pensi bene, si dice spesso che l’abito giusto e la cura della persona riescano a rendere tutti più belli, e ritengo sia assolutamente vero. Non si stravolge la proprio personalità né si diventa altro, no: si resta fedeli a ciò che si è, ma si migliora. E migliorare è sempre una buona cosa, secondo me.

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Mr. Toad, il mio simpatico vicino di casa

Signore e signori, questo è Mr. Toad:

Mr. Toad è venuto a vivere nel canale prosciugato accanto al mio giardino. L’ho intravisto per caso una sera, mentre portavo a spasso il mio cagnone Axel, e ne sono stata da subito deliziata! Dopo quel primo incontro ce ne sono stati altri, sempre sul tardi: una volta era sulla stradina sassosa davanti a casa mia, e gli ho indicato cortesemente la via per rientrare nel canale, un’altra saltellava beato tra i sassi nel suo fossato, tentando la scalata di una ripida parete. Che tipo!

Ho subito pensato che un vicino come Mr. Toad può tornare molto utile. Sono settimane che combatto contro le lumache che attaccano sistematicamente le mie piante, sono riuscite a rodere fino alla radice il mio basilico per due volte, e hanno appena iniziato a rosicchiare voraci i fiori di zucca! Credo che le fate del mio giardino abbiano ascoltato la mia richiesta d’aiuto, perché in effetti hanno mandato Mr. Toad a vivere proprio nei pressi. A volte basta chiedere! 😉

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Il bosco delle fiabe

Il bosco è teatro di numerose fiabe, sin dalle loro prime versioni, quelle narrate attorno al fuoco. Nel bosco ci si perde, ci si addentra per compiere una missione, lo si attraversa per raggiungere una mèta, ci si ritrova per caso. Le combinazioni sono moltissime! Ma qual è il suo significato all’interno di una fiaba?

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Il cammino dell’eroe*

C’è un motivo per il quale grandi e piccoli amano le fiabe: perché s’immedesimano nei panni dell’eroe! Affrontano l’avventura insieme a lui, superano le sue prove, temono per la riuscita dell’impresa e alla fine possono gioire soddisfatti. È meravigliosa la sensazione di serena compiutezza che ci pervade una volta giunti al tanto sospirato “… e vissero felici e contenti”.

Gli eroi delle fiabe incarnano tutte le qualità migliori, ci hai mai fatto caso? Sono generalmente belli, buoni, coraggiosi e generosi. Allo stesso modo, gli antagonisti sono cattivi e basta; a nessuno interessa conoscere le vicissitudini psicologiche della perfida regina di Biancaneve, a nessuno verrà mai in mente di mettere in dubbio la ferocia dell’Orco di Pollicino. Insomma, non ci sono mezze misure. Questo perché per il bambino sarebbe troppo difficile cogliere le sfumature psicologiche dei personaggi delle sue storie preferite. Inoltre, se vogliamo soffermarci sulla valenza educativa delle fiabe, è bene presentargli dei modelli ben definiti, cosicché possa imparare a conoscere  il Bene e il Male. Insomma, i personaggi delle fiabe sono sempre tutti di un colore: bianchi o neri. Non esistono le sfumature grigie.

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Fiabe crudeli, domande e risposte

cappuccetto_rosso_fiabe_immortaliCapita spesso che mi vengano rivolte domande sull’uso delle fiabe classiche o su come vengono recepite dai bambini. I quesiti più gettonati riguardano la crudeltà: è lecito raccontare storie di bambini abbandonati nel bosco dai genitori o di bambine che per aver disobbedito finiscono divorate dal lupo cattivo?

Vediamo insieme alcuni tra i quesiti più comuni.

Le fiabe a volte sono crudeli, è giusto raccontarle?
I bambini non sono fatti solo di zucchero e confetti, come recitava una vecchia filastrocca. Hanno bisogno di amore, di coccole e di tante cose belle, ma possiedono anche una certa propensione più o meno spiccata per ciò che è crudele o persino horror.

Avete mai osservato i bambini mentre giocano? Non si tratta sempre e solo di scenette idilliache rappresentanti famigliole felici, spesso le situazioni create sono farcite di elementi fortemente oscuri: rapimenti, lutti, battaglie, omicidi, mostri e chi più ne ha più ne metta.

I bambini hanno bisogno di soddisfare il loro piccolo bisogno di crudeltà, per questo raccontiamo loro anche le fiabe più cruente.

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