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Tutta la magia dell’avvento!

Anche quest’anno ci siamo: da domani inizia il periodo più magico dell’anno, quello dell’avvento! E io non sto nella pelle! 😀

Fata in Fabula ha preparato per l’occasione un Pacchetto Fabuloso perfetto, “Natale d’incanto”, che puoi scoprire cliccando qui: è un calendario dell’avvento davvero speciale!

In questo articolo vorrei lasciarti qualche spunto magico per approfittare al massimo delle prossime settimane in compagnia dei tuoi bambini. Idee semplici, che però ti permetteranno di goderti i prossimi giorni con allegria e spensieratezza, due cose di cui c’è sempre un gran bisogno, specialmente in questo periodo. Sei pront* a cominciare? 😉

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Bacchette magiche e compagnia: la magia dentro un oggetto

Stiamo entrando a grandi passi nel periodo più magico dell’anno, quello che precede il Natale. O almeno, per me è così: adoro l’avvento e mi piace circondarmi di piccole cose che contribuiscono a renderlo speciale! Candele, lucine, decorazioni, letture natalizie, e non dimentichiamo la musica: grazie a internet è possibile ascoltare radio che trasmettono canzoni di Natale ventiquattro ore al giorno!

Le fiabe, si sa, sono permeate di magia, ecco perché sono compagne ideali per tutto l’avvento. Spesso la magia si esprime attraverso un oggetto: bacchette magiche, anelli incantati, specchi fatati e chi più ne ha più ne metta. Quasi in ogni fiaba l’eroe fa uso di un oggetto magico, e vorrei vedere il contrario: sono utilissimi e il più delle volte sono fatti apposta per uscire da una brutta situazione.

Ma nella vita reale, si possono usare? Quanto sono utili, e in che maniera? Vediamolo insieme!

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Samhain: la magia del capodanno celtico

Si avvicina una delle mie celebrazioni preferite legate alla Ruota dell’Anno: Samhain, che cade il 31 ottobre. Si tratta di un festival molto antico, che per la cultura celtica rappresentava il capodanno, ovvero la fine di un ciclo e l’inizio di quello nuovo. È un momento molto introspettivo, ideale per racchiudersi in se stessi e riflettere su quanto accaduto nel corso dell’anno passato, per lasciarselo alle spalle e cominciare quello nuovo. È un po’ il completamento di quel lavoro di bilancio cominciato con l’equinozio d’autunno, ovvero Mabon (di cui ti ho parlato in questo articolo). Samhain è dunque una fine, ma anche un nuovo inizio: dalla morte nasce la nuova vita, da un ciclo si passa a quello successivo. E così via.

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Trasformarsi e trasformare la realtà: il gatto con gli stivali

Immagine di DarkmoonArt_de

Ho sempre trovato molto arguta la fiaba Il gatto con gli stivali di Perrault: il genio del gatto è insuperabile! Qualcuno potrebbe obiettare che non adotta un comportamento corretto, perché dopotutto mente allo scopo di ottenere privilegi per il suo padrone; da parte mia, preferisco considerare la sua capacità di prendere ciò che il presente gli offre, elaborarlo e ricavarne buoni risultati. Qui sta il messaggio positivo: anche se parti svantaggiato, se la sorte ti sembra avversa e se non possiedi nulla, guardati attorno e non disperare, perché l’universo potrebbe servirti la soluzione, a patto che tu sia pronto a coglierla. Un invito a rimboccarsi le maniche, dunque, ma anche a non abbandonarsi allo sconforto e ad avere fede.

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L’equinozio d’autunno: festa della gratitudine

Siamo a un nuovo cambio di stagione, e io ne sono particolarmente contenta perché l’autunno è la mia preferita! Per i suoi colori, per i suoi frutti, per le serate davanti al caminetto con un bel libro e una tazza fumante. Perché è un momento di raccoglimento, di introspezione, ma anche di calma e ritrovata serenità, con i ritmi che rallentano in vista dei rigori invernali.

Mi piace seguire il ritmo delle stagioni facendo riferimento alla Ruota dell’Anno di origine celtica; ne hai mai sentito parlare? Rappresenta il ciclo naturale delle stagioni, scandito da otto sabbat, o festival, che rappresentano momenti importanti e che talvolta coincidono con gli equinozi o i solstizi. Per farti un esempio, Samhain (per lo più conosciuto oggi come Halloween) è uno di essi, e si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre.

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Le fate ci insegnano la gentilezza

Non so tu, ma io sono affascinata dalle fate! Compaiono in fiabe e leggende, e lo fanno in modi incredibilmente diversi tra loro: a volte appaiono dolci e gentili, madrine premurose pronte a intervenire per lenire le pene di figliocce e figliocci, come in Cenerentola, altre volte sono tremende e vendicative, pronte a rivalersi su bimbi innocenti per i torti subiti, com’è il caso de La bella addormentata. Nel folklore irlandese, le fate sono rappresentate spesso come pericolose e capricciose, pronte a sostituire i neonati umani con i propri. Un universo estremamente variegato dunque, molto affascinante in tutte le sue sfaccettature.

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La Borsetta delle Meraviglie

Nelle loro scorribande per boschi, giardini e parchi i bambini raccolgono molti piccoli tesori: sassolini, legnetti, foglioline e quant’altro. Quante mamme si ritrovano la borsa piena di questi ricordini? Sei tra loro? Benvenuta nel club! 😀

Confesso che l’abitudine di raccogliere tesori nel bosco non mi ha abbandonata ancora adesso! Quando porto a spasso il mio cagnone Axel mi guardo intorno, soprattutto quando passeggiamo nei boschi, e spesso trovo piccole cose che raccolgo e porto via con me. E questa è la mia Borsetta delle Meraviglie, dove raccolgo i miei tesori:

La mia Borsetta delle Meraviglie
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Ranocchi, bestie e colombe: la metamorfosi nelle fiabe

Se ci penso bene, le mie fiabe preferite sono quelle in cui un personaggio, protagonista o no, subisce un sortilegio che lo trasforma in animale. Credo che ad affascinarmi sia il processo che porta allo scioglimento del maleficio: non di rado ci sono prove da superare, altrimenti bisogna che l’eroe o l’eroina della storia compiano una particolare azione o riescano a provare un sentimento sincero verso la vittima della metamorfosi. E quando alla fine l’incantesimo si spezza, provo una sorta di sollievo misto a soddisfazione: sì, lo sapevo che sarebbe finita così, ma è bello lo stesso! È questo il fascino senza tempo delle fiabe: ti avvincono e ti trascinano in un turbine di emozioni, per poi regalarti tutto il sollievo del lieto fine (quando c’è, in genere quasi sempre).

In questo articolo mi piacerebbe presentarti alcune delle mie fiabe di metamorfosi preferite, divise in due grandi categorie: quelle in cui il sortilegio si spezza grazie all’amore e quelle in cui, invece, risulta necessario il superamento di una prova. Sono racconti che ho sempre amato molto e che ho proprio voglia di condividere con te!

Scorrendo l’articolo, troverai i testi di alcune di queste fiabe da scaricare: spero che ti divertirai a leggerli e/o a proporli ai tuoi bambini. 😉 Alla fine ti proporrò anche un piccolo suggerimento per una simpatica attività da svolgere con i più piccoli: la creatura misteriosa!

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Cigno, appiccica!

Immagine di azazelok

Una delle fiabe classiche più divertenti è certo Cigno, appiccica!, di Ludwig Bechstein. Ho sentito questa storia per la prima volta grazie alle famose Fiabe Sonore a cura di Fabbri Editore: te le ricordi? Trovavo fantastiche le interpretazioni del narratore, il bravissimo Silverio Pisu.

Qui sotto puoi scaricare il testo della fiaba in pdf:

Ai bambini piace molto questa fiaba, per due buoni motivi: vediamo quali!

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Servirebbe una bacchetta magica…

Quante volte hai esclamato, di fronte ad un problema, “servirebbe una bacchetta magica”?

Nella maggior parte delle fiabe classiche l’eroe si serve di un oggetto magico per superare una difficoltà oppure per sconfiggere il cattivo di turno. E a chi non piacerebbe avvalersi di un aiuto di questo tipo?

Con i bambini può diventare divertente giocare con gli oggetti magici delle fiabe. Vediamo come!

Indovina la fiaba
Chiedi al bambino di indovinare quale mezzo magico usa l’eroe in una fiaba particolare, ad esempio “che cosa usa il soldato per chiamare i tre cani magici?” (dalla fiaba di Andersen, “L’acciarino magico”: il soldato usa, appunto, un acciarino).

Puoi anche invertire l’indovinello e domandare in quale fiaba si trova un particolare oggetto magico, per esempio “in quale storia viene adoperato uno specchio magico in grado di parlare?” (naturalmente in “Biancaneve e i sette nani” dei Fratelli Grimm).

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